L’Eterno e il Tempo
tra Michelangelo
e Caravaggio
10 febbraio / 17 giugno 2018
Forlì, Musei San Domenico
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Mostra

Tra il Rinascimento e il Barocco. La grande mostra al San Domenico di Forlì
del 2018 mette in scena per la prima volta in maniera compiuta e in un nuovo percorso espositivo il fascino di un secolo compreso tra un superbo
tramonto, l’ultimo Rinascimento, e un nuovo luministico orizzonte, l’età barocca.
Il periodo che intercorre tra il compimento del Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina (1541) e la breve affermazione a Roma di Michelangelo Merisi da Caravaggio è per la storia dell’arte uno dei più avvincenti e stimolanti.
La pittura della Maniera aveva messo in campo le ragioni di un’“arte per l’arte”, in cui a prevalere erano il capriccio e la “licenza”, ovvero una sorta di trasgressione che stesse dentro alla regola: un’arte colta, rivolta a una ristretta élite in grado di compiacersi del gioco di sottili rimandi ai grandi modelli di Raffaello e di Michelangelo, sentiti come insuperabili.
A mettere in crisi questo modo di intendere l’arte era stata la polemica dei riformatori protestanti che, contro il lusso della corte pontificia, si richiamavano al rigore della Chiesa delle origini. Ma, ancora prima che il Concilio di Trento teorizzasse il valore didattico delle immagini – “da venerare secondo ciò che rappresentano”, sventando così il rischio iconoclasta – gli artisti avevano autonomamente elaborato una nuova figurazione in cui le esigenze del racconto prevalessero sullo sfoggio di un virtuosismo fine a sé stesso.

Denys Calvaert, La morte di Cleopatra, circa 1590
olio su tela, Bologna, Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna

Nella stessa Roma si erano per tempo avvertiti segnali di ritorno a una nuova concentrazione sul tema del sacro. La vicenda umana e artistica di Michelangelo appare sintomatica se proprio la sua aspirazione a una figurazione rigorosa e spogliata di ogni orpello aveva finito per attrarre su di sé gli strali di quanti vedevano nell’essenzialità del nudo un’offesa al decoro. La sua meditazione, compresa da pochi, aveva così offerto il destro alle polemiche
più feroci, caratterizzando la malinconica ricerca spirituale dei suoi ultimi anni.
Già prima della metà del secolo Roma si propone come centro di elaborazione di nuovi percorsi, di cui la mostra evidenzia la ricca eterogeneità. Paolo III Farnese, che nel 1545 indice il Concilio di Trento, è a capo di una vera e propria corte alla stregua di quelle europee. Per lui lavorano artisti come El Greco e Giovanni de’ Vecchi, promotori di una ventata neo-mistica, e architetti come Antonio da Sangallo il Giovane e il Vignola, che mutuando
linguaggi dallo studio dell’antico elaborano una nuova concezione spaziale.
Il fervore costruttivo alimenta la richiesta di nuove opere sacre, concepite in ordine a una nuova leggibilità e a un diffuso sentimento di pietà. E mentre artisti come Girolamo Muziano e Federico Zuccari sapranno farsi interpreti di una narrazione didascalica, nella quale la pittura torna a farsi “libro illustrato” per gli illetterati, sarà Federico Barocci a coniugare, grazie alla riscoperta di Correggio, fervore religioso e sentimentalità prebarocca.

El Greco, Ragazzo che soffia su un tizzone acceso, 1571-72, olio su tela.
Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte

Parallelamente lo scrupolo di attenersi al “vero”, al “verosimile” finisce per sviluppare una ripresa dell’autonomia degli studi storici e di quelli naturalistici. La ricerca scientifica e l’osservazione della natura di studiosi come Aldrovandi e Ligozzi forniscono l’ordito al nuovo, incipiente naturalismo.
Bologna, seconda capitale dello Stato della Chiesa, sul finire del secolo vede fiorire di nuovi sensi terreni la pittura dei Carracci (Ludovico, Annibale e Agostino) alla quale fa da contraltare a Roma l’arte “senza tempo” di Pulzone e Valeriano. Dalla Lombardia discende Caravaggio. Egli descrive nella sua luce che contorna l’ombra e che trascorre dagli uomini alle cose, un nuovo, disperato rigore. La sua vocazione pauperista si confronta, tra la fine del vecchio e l’aprirsi del nuovo secolo, con il classicismo patetico di Annibale Carracci e il dinamismo barocco di Rubens.
Dall’ultimo Michelangelo a Caravaggio, l’esposizione forlivese tesse un filo estetico di rimandi unici che illustra la nascita dell’età moderna. Un percorso unico che mostra capolavori di Raffaello, Rosso Fiorentino, Lorenzo Lotto, Pontormo, Sebastiano del Piombo, Correggio, Bronzino, Vasari, Parmigianino, Daniele da Volterra, El Greco, i Carracci, Barocci, Veronese, Tiziano, Zuccari, Reni e Rubens.
Tra i due Michelangelo si snoda un percorso culturale innovativo, alla ricerca di un rispecchiamento tra i valori eterni e quelli storici. E se nel primo si dissolve ogni idea o ideale di compiutezza umana e terrena; nel secondo, una umanità intrisa di peccato, scalza e sporca bussa alle porte del cielo.

Giorgio Vasari, Deposizione dalla croce, 1540, olio su tavola. Camaldoli (AR), Chiesa del Monastero

Informazioni
Dove

Forlì, Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro


Quando

10 febbraio - 17 giugno 2018
Aperto anche tutti i festivi


Orari

Da martedì a venerdì:
9.30 - 19.00
sabato, domenica, giorni festivi:
9.30 - 20.00
La biglietteria chiude un’ora prima
Lunedì chiuso. 2, 23 e 30 aprile
apertura straordinaria


Modalità

La visita è regolamentata da un sistema di fasce orarie. La prenotazione è obbligatoria per gruppi e scuole ed è consigliata per i singoli.


Prezzi

Intero € 12,00

Ridotto € 10,00
Per gruppi superiori alle 15 unità, minori di 18 e maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni, studenti universitari con tesserino, visitatori con biglietto della mostra I Carracci tra natura e storia di Bologna.

Speciale € 5,00
per scolaresche delle scuole primarie e secondarie, bambini dai 6 ai 14 anni.

Biglietto speciale aperto € 13,00
Visiti la mostra quando vuoi, senza date e senza fasce orarie; puoi regalarlo a chi desideri.

Biglietto speciale famiglia € 25,00
valido per l’ingresso di due adulti e 2 minori (fino ai 14 anni).

Biglietto integrato € 14,00 intero - € 12,00 ridotto
valido per l’ingresso alla mostra e ai musei della Città (Pinacoteca Civica e Palazzo Romagnoli).

Gratuito
per bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, diversamente abili con accompagnatore, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino.Il biglietto comprende
le radioguide (obbligatorie per i gruppi)
e le audioguide (disponibili anche in inglese; versione speciale per bambini)


Prenotazioni

Individuale € 1,00
Scuole (per studente) € 0,50

Telefono 199 151 134

Riservato gruppi e scuole
Telefono 0543 36217

mostraforli@civita.it

Orario call center
dal lunedì al venerdì 9.00 - 18.00
sabato 9.00 - 12.00
chiuso nei festivi


Direzione generale
Gianfranco Brunelli

Mostra a cura di
Antonio Paolucci
Andrea Bacchi
Daniele Benati
Paola Refice
Ulisse Tramonti

Progetto di allestimento a cura di
Studio Lucchi e Biserni, Forlì
Wilmotte et Associés, Parigi

Mostra in collaborazione con
• Polo Museale Emilia Romagna Pinacoteca Nazionale, Bologna
• Musei Vaticani, Città del Vaticano
• Gallerie degli Uffizi, Firenze
• Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli
• FEC - Fondo Edifici di Culto, Roma


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